Turismo la riviera piange ma l'entroterra sorride

Articolo tratto da IL SECOLO XIX del 07/09/2008

Con attenzione, oculatezza, buonsenso, portafoglio ben controllato, ma in massa: il flusso dei genovesi in esodo per le vacanze estive nel nostro entroterra in questa stagione 2008 si è ingrossato notevolmente. Tanto da far contenti sindaci, commercianti (anche se in questo settore non mancano gli inevitabili mugugni per i cordoni stretti, causa recessione, della spesa familiare dei villeggianti), enti locali, associazioni varie. Non solo gli habituès non hanno tradito le sempiterne Torriglia, Casella, Fontanigorda e paesi limitrofi (con seconde case piene e addirittura carenza di offerta rispetto alla richiesta un po’ ovunque, come confermano le agenzie immobiliari locali), ma sono apparsi visibilmente in aumento, anche se mancano dati precisi, visto che la stagione è appena finita, e in certe zone si è registrato anche un incremento di stranieri,giovani e meno giovani, incursori nelle vallate, in camper, moto e addirittura bicicletta. A Torriglia tesse le lodi, e i conseguenti buoni risultati, della “piccola Svizzera” della Val Trebbia l’assessore alla cultura Mauro Casale: «Un bilancio senza dubbio positivo, quello di questa estate – afferma con sicurezza – in paese c’è stato il pienone, ho visto anche code nei negozi, anche se i commercianti lamentano che le spese erano sempre molto oculate. Si sa, la crisi c’è per tutti…  Però, i villeggianti sono venuti eccome, e non semplicemente in linea con lo scorso anno, ma in crescita. Feste e manifestazioni varie hanno avuto il tutto esaurito, la piscina è stata presa d’assedio, e un eccellente risultato si è registrato nelle presenze del Centro Turistico Equestre, che si sta rivelando sempre più un polo d’attrazione di eccellenza. Davvero, non ci si può lamentare”. Sulla stessa lunghezza d’onda Marco Baffetti il sindaco di Casella, storica “rivale” in Valle Scrivia, dove le seconde case si sono riempite fin da giugno. Anche qui, il leit motiv della corsa al risparmio per quanto riguarda spese quotidiane e voluttuarie, si rinnova, ma i villeggianti sono arrivati in massa.  «La nota più interessante – spiega Baffetti - è che quest’anno la gente si è vista per tutti e tre i mesi estivi, dalla chiusura delle scuole fino a pochi giorni fa, non c’è stato come spesso succedeva il pienone in agosto e poca gente in giugno e luglio. Attenti a non eccedere nelle spese, certo, com’era prevedibile, ma tutto sommato penso che anche gli operatori economici possano essere abbastanza soddisfatti. Certo, a “tirare” al massimo sono state le manifestazioni gratuite, offerte da comune e sponsor: è più che naturale, in tempi di crisi, approfittare di serate piacevoli, con musica, teatro eccetera, senza assottigliare il conto in banca. Direi comunque che le operazioni di promozione del territorio hanno funzionato bene. Un’estate decisamente in ripresa.”. E anche qui, la piscina ha confermato quanto sia orami trendy la balneazione alternativa alla spiaggia cittadina: costa meno, fa più fresco, si sta in mezzo la verde. Vivacità anche nei centri più piccoli, dove hanno fatto capolino anche parecchi turisti stranieri. A Gorreto, per esempio, in Alta Val Trebbia, al confine con la provincia di Piacenza, il tranquillo borgo ha visto un notevole aumento di presenze, e ha risuonato anche di idiomi forestieri al di là dell’italiano e del dialetto genovese. «Tanta gente, e non solo nelle seconde case, con ricettività a tappo e pienone anche nei bed and breakfast – sostiene il sindaco Giorgio Montignani – e la nota più positiva di quest’anno sono stati gli stranieri, parecchi magari solo di passaggio ma entusiasti del posto: soprattutto austriaci e tedeschi. Unica nota dolente, forse, le troppe moto che su questi tornanti si divertono sgusciare rombando, e rompendo un po’ la secolare quiete della zona. Ma non ci possiamo davvero lamentare, è quasi sempre gente che poi si ferma e consuma». D’altronde, come si dice: sciuscià e sorbi no se poe

  

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